Cavallotto.
Categoria: Monete Italiane
Nazione o città: CARMAGNOLA
Autorità: Ludovico II di Saluzzo, 1475-1504.
Materiale: Ag
Peso e diametro: gr. 3,71
Rarità: Raro.
Conservazione: Splendido ritratto rinascimentale. q. SPL
Diritto: Dr. LVDOVICVS ?M ?SA – LVTIARVM F•. Busto a s., corazzato, con berretto.
Rovescio: Rv. S – ANCT CONSTANTIVS (tre globetti) •F•. San Costanzo a cavallo verso s., con vessillo.
Bibliografia: CNI pag. 59 n. 41 var. (dopo sanct non due punti ma uno); Ravegnani 9; MIR 126.
Note: «Cavallotto» è il nome di una moneta presente in molte zecche italiane: tale denominazione deriva dal cavallo o dal cavaliere che vi è impresso. Il cavallotto di Carmagnola valeva 3 grossi. I Saluzzo coniarono alcune monete nel XIV secolo a Chivasso e a Dogliani, in forza di un diploma apocrifo dell’imperatore Federico Il.
Ludovico Il, succeduto al padre Ludovico I, ottenne nel 1480 dall’imperatore Federico III nuova conferma dell’investitura del Marchesato e aprì ufficialmente zecca a Carmagnola, in posizione comoda e sicura per chi volesse portarvi oro e argento, adottando il sistema monetario in uso negli stati dei Duchi di Savoia al di quà delle Alpi e nelle altre zecche del Piemonte, basato sul corso della lira astese pari a 5 grossi.
In questa moneta troviamo tutto il suo spirito innovatore con un ritratto che rappresenta il signore con anche i suoi difetti fisici e ci restituisce un ritratto fisiognomico, ovvero con i tratti del carattere del personaggio raffigurato.