Leone per le Province Marittime o galeazza 1736.
Categoria: Una collezione di oselle e una piccola selezione di monete veneziane
Nazione o città: VENEZIA
Autorità: Alvise Pisani Doge CXIV, 1735-1741.
Materiale: Ag
Peso e diametro: gr. 18,98
Rarità: Rarissima.
Conservazione: Patina di antica collezione, consuete debolezze di coniazione, cmq. migliore di BB
Diritto: Dr. S ? M ? VENETVS – ALOY : ? PISANI ? D ?. San Marco nimbato, stante verso d., benedicente, porge il vessillo al doge genuflesso; in esergo, ?1736?.
Rovescio: Rv. PROVINCIJS MARITIMIS DATVM•. Galera a tre alberi con vele raccolte; sul mare, altre due navi; sui monti, due castelli, fiamme e bandiere; in esergo, •XII•.
Bibliografia: Papadopoli n. 57; CNI 90, tav. XXVIII, 2; Paol. 26.
Note: Ex Finarte 1985. Da R. Paolucci ‘Le monete dei dogi di Venezia’, Padova, 1990: ‘Nei primi tempi del dogado di Alvise Pisani l’argento affluì in zecca con abbondanza e il Senato potè così concretizzare il progetto, già approvato nel maggio del 1729, per la realizzazione di una nuova moneta d’argento da destinarsi alle province della Dalmazia e del Levante. Il 5 aprile 1736 dispose di procedere all’emissione delle monete per ‘Levante, Dalmazia e Golfo’. Questi pezzi dovevano correre al valore di un terzo dello zecchino, cioè 12 lire, essendo lo zecchino valutato nelle province marittime 36 lire. Oltre all’intero, il Senato decise di coniare anche i sottomultipli: il mezzo ed il quarto col rispettivo valore di 6 e 3 lire. La nuova moneta fu chiamata ‘leone’ rinnovando così la denominazione data alle monete battute sul finire del secolo precedente e destinate agli stessi territori. Questa moneta non fu accolta con favore, perchè oltretutto non riuscì a mantenere il rapporto di valore con lo zecchino in continuo aumento. Non potendo il leone circolare in altri paesi, ai possessori conveniva riportare le monete in zecca e ridurle in verghe perchè il prezzo cosrrisposto per l’argento lasciava un buon margine di guadagno. Così i leoni, chiamati anche ‘galeazze’, nome popolare derivato dalla figurazione del rovescio, cessarono di vivere quasi prima ancora di nascere.’